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Senza bavaglio: L'evoluzione del concetto di libertà di stampa (Italian Edition) (Italian) Paperback – December 4, 2014

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Editorial Reviews

Review

L'immagine del giornalismo italiano così come esce da Senza Bavaglio di Cesario Picca - collaboratore di ADN Kronos evincitore nel 2002 del 'Premio nazionale cronista Piero Passetti' - nonpresenta purtroppo grandi novità. La fotografia scattata dall'autore èil ritratto di un paziente ancora lontano dalla via della guarigione,costantemente bisognoso di nuove e più brillanti risorse, soggiogatodalle esigenze del business is business. Picca ci ricorda come igiornalisti nostrani siano ancora troppo spesso condizionati da quelcelebre "tengo famiglia" che nei modi e nei tempi ne pregiudica ilproprio obiettivo professionale: raccontare i fatti con semplice esincera chiarezza in nome dell'interesse collettivo. Nonostante inItalia il concetto di editoria "pura" sia sempre stato ai piùfisiologicamente estraneo, diventa infatti sempre più inammissibile illargo spazio concesso a quei tanti imprenditori interessati algiornalismo solo in termini di strumento di lobbying. Il volume vieneimpreziosito da una serie di autorevoli interventi. Il segretariodell'Ordine nazionale dei giornalisti Roidi torna a parlare del "dubbioche manchi sempre quel quid necessario a rendere la stampa quel famosocane da guardia pilastro di ogni democrazia", il giudice Mancuso invita i giornalisti a mettere da parte "il sensazionalismo per fare spazio alnecessario approfondimento", il procuratore capo di Bologna De Nicola eil presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia Abruzzoaffrontano il tema delle eventuali modifiche da apportare allaCostituzione a garanzia della professione. Così Senza Bavaglio, partendo dal concetto di censura preventiva e passando per il riconoscimentodella libertà di manifestazione del pensiero, diventa ad oggi uno deimigliori testi in circolazione per avviare una costruttiva riflessionesull'attuale stato di salute della professione giornalistica nel nostropaese.
nuovimondimedia.com

L'informazione tra libertà, segreti e condizionamenti
Presentato il libro di Cesario Picca "Senza bavaglio"

di Serena Bersani
Si è partiti parlando di libertà d'informazione e si è finito discutendo di segreti di Stato, menzogne, omissioni, di ciò che mina alle fondamenta la democrazia di un paese. La presentazione delsaggio di Cesario Picca, giornalista del Domani, Senza bavaglio. L'evoluzione del concetto di libertà di stampa (Pendragon) è stata l'occasione per un dibattito di grande spessore che ha visto protagonisti alcuni dei personaggi presenti con propri interventi originali nel testo dell'autore, dal procuratore capo di Bologna Enrico Di Nicola, al giudice Libero Mancuso, al costituzionalista Augusto Barbera, al presidente dell'associazione stragi Paolo Bolognesi, alcronista Claudio Santini dell'Ordine nazionale dei giornalisti. Prendendo spunto dalla premessa di Picca ("in una democrazia il segretodeve essere l'eccezione, l'unico dovere del giornalista è quello di informare e una stampa imbavagliata è sinonimo di un paese non democratico"), gli interlocutori hanno toccato alcuni dei temi cardine del problema, che non riguarda certamente solo la categoria dei giornalisti, ma tutti i cittadini: i monopoli e gli oligopoli nel settore dell'informazione specie televisiva, la scalata ai grandi quotidiani per condizionare l'opinione pubblica, l'anomalia tutta italiana del conflitto d'interessi, le leggi che limitano la libertà d'azione dei giornalisti, le stesse condizioni di lavoro che li rendono deboli e ricattabili rispetto ai poteri editoriali. È stato lo stesso procuratore Di Nicola, ad esempio, a ricordare al pubblico presente a Palazzo Malvezzi per la presentazione del libro che "quando vediamo i giornalisti battersi contro il precariato è chiaro che c'è stato un venir meno della democrazia". Una sollecitazione raccolta da Santini:"Il problema della libertà d'informazione è che il giornalismo è sempre più basato sul precariato. Se il posto di lavoro di un giornalista dipende dal rinnovo di un contratto a termine, è evidente che questi non può essere libero". Mancuso ha invece messo in guardia rispetto ai pericoli delle scalate ai mezzi d'informazione "perché questo rappresenta un mezzo per insediarsi alla guida del nostro Paese". Il tutto accompagnato da un depauperamento dell'informazione, soprattutto tra i giovani, "che si traduce in un deficit di consapevolezza civile". Il professor Barbera ha invece messo l'accento sul fatto che l'articolo 21 della Costituzione - difesa a spada tratta dal procuratore Di Nicola - si rivela insufficiente in quanto non tocca la comunicazione radio-televisiva che, come noto, rappresentano i mezzi di maggiore condizionamento dell'opinione pubblica. Prendendo poi spunto dalla battaglia portata avanti da Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto, per l'abolizione del segreto di Stato per i reati di strage e di terrorismo, il costituzionalista ha aperto una vivace discussione sulla reale esistenza di documenti segreti su queste vicende. Il punto sulla delicata questione l'ha fatto il giudice Mancuso, rappresentante dell'accusa proprio nel processo 2 agosto. "Purtroppo non è questione di togliere segreti, ma di trovarne la documentazione. Sono certo - ha detto - che anche se potessimo andare ad aprire certi cassetti non troveremmo nulla, perché nulla è stato scritto o perché, come ho potuto verificare, gli archivi dei servizi possono essere distrutti senza conseguenze per nessuno e in essi spesso si trovano soltanto i segni della falsificazione".

Alla libertà e alle parole che la esprimonoho pensato perché avrei voluto partecipare alla presentazione di un bellibro di Cesario Picca, valente cronista di questo giornale, mapurtroppo non ci sono riuscito. Il libro si intitola " Senza bavaglio"ed esamina l'evoluzione del concetto di libertà di stampa: un argomentosul quale non si dirà mai abbastanza. Per affrontarlo a modo mio, devofare un passo all'indietro. Tornare a una domanda che spesso mi fanno:quando si scrive, si scrive per se stessi o per i lettori? La rispostanon è facile. Affermare che si scrive per se stessi vuol dire mostrarsipresuntuosi e inevitabilmente snob. Dire che si scrive per il pubblicodenuncia, oltre che la voglia di far soldi, una semplificazioneeccessiva del proprio lavoro. Personalmente, opto per una rispostaalternativa: non scrivo per qualcuno ma per qualcosa, scrivo per lastoria che sto raccontando. Scrivo non per me stesso e neppure per ilpubblico, scrivo per narrare al meglio la storia che voglio raccontare,sia essa una storia vera che di finzione. Scrivo e scriverò fino a chela storia sarà narrata tutta, in quello che mi parrà l'unico modo nelquale quella stessa storia amerebbe essere raccontata. Mi pare unarisposta efficace, e anche un buon esempio di libertà. Ma fino a chepunto si tratta di una libertà praticabile? Io pubblico libri che non si pongono l'obiettivo di vendere tante copie. Questo significa che midevo guadagnare da vivere con altri lavori. Se volessi vivere della miascrittura, dovrei seguire i gusti del pubblico, e non sarei così liberocome mi sento. Lo stesso mi pare che valga per i giornali. Se fosserorealizzati nel disinteresse assoluto dei gusti del pubblico, nessuno licomprerebbe. E se nessuno li comprasse, non si troverebbe neppure unostraccio di editore disposto a pubblicarli. Ecco allora che il concettodi libertà di stampa assume un connotato decisamente ambiguo,allarmante. Perché, da qualunque punto di vista la si guardi, ci sitroverà sempre di fronte a una libertà condizionata. Faccio un esempio.In questa ultima settimana, i giornali hanno dato ampio spazio allavicenda del carabiniere ucciso da un evaso. Tutti si sono chiesti perché all'assassino fossero stati concessi permessi premio. Tutti hannoascoltato il magistrato che quei permessi aveva deliberato tirare inballo la legge e distinguere fra senso di colpa oggettivo e soggettivo.Curiosamente, nessuno ha messo in rilievo come una pattuglia deicarabinieri che arresta qualcuno dovrebbe, dopo averlo ammanettato,perquisirlo con cura alla ricerca di eventuali armi. È un dato di fatto: se non si prendono certe elementari precauzioni, la vicenda puòdegenerare in un bagno di sangue, proprio come è avvenuto. E alloraperché il ministero della Giustizia ha ordinato un'inchiesta e quellodegli Interni no? In Italia sono tutti pronti a scagliarsi contro lamagistratura, ma nessuno sembra prendere in esame altre mancanze: èmolto più semplice e consolante demonizzare e santificare. Ma una stampa che crea di continuo nuovi babau, nuovi santi e nuovi eroi non è forsel'espressione più lampante e drammatica della libertà condizionata incui è costretta a barcamenarsi?
luigibernardi.com/

From the Author

Tra i gialli puoi leggere Tremiti di paura (Murder in the Tremiti Isles in inglese), tra i miei lavori puoi trovare Gioco mortale - Delitto nel mondo della trasgressione e Il dio danzante - delitto nel Salento. Ma anche Vite spezzate (I mostri del passato annientano il futuro), la quarta avventura della saga ambientata a Londra dove il detective di Scotland Yard, Sonny D'Amato, è impegnato a dare la caccia a un serial killer. Tra i protagonisti c'è sempre il cronista salentino Rosario (Saru) Santacroce. Se l'esoterismo e la massoneria ti intrigano, leggi L'intrigo - guanti puri e senza macchia. Un giallo ambientato in Calabria dove due donne coraggiose e innamorate affrontano e sconfiggono la ndrangheta. Il filo rosso - delitto sui colli è un giro per Bologna dove sei persone sono state ammazzate e l'unico elemento per gli inquirenti è il filo rosso che le lega a un tragico destino.

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Product details

  • Publisher : cesario picca (December 4, 2014)
  • Language : Italian
  • Paperback : 264 pages
  • ISBN-10 : 888342414X
  • ISBN-13 : 978-8883424144
  • Item Weight : 12.8 ounces
  • Dimensions : 6 x 0.6 x 9 inches
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